Te vojo bene e tu nun poi sapello

Ho il cuore in tasca, cambiato in spiccioli e vado pagando debiti più vecchi di me Pesa la moneta, più della banconota Ironia delle cose! Il meno vuole un più largo contenente che non il più, al quale basta poco... forse niente...
Commenti (4)
veramente crrina e ben scritta... non ti conoscevo come vernacolare... una sorpresa!
Veri scorrevoli e molto simpatici... ah, l'amore come ci complica la vita! Letta e riletta perché mi è piaciuta tantissimo.
un argomento serio alleggerito dalla musicalità del vernacolo ma soprattutto dalla maestria dell'autrice che rivela doti non comuni: ironia ed autoironia... gli ingredienti di base per vivere meglio.
La poesia è una valvola di sfogo di momenti che attraversano velocemente il sistema circolatorio. L'importante è registrare subito quell'istante. E' sufficiente avere sempre in tasca lo sfogatoio (un foglio di carta e una penna) e avere, quando capita, anche la volontà di arrestare il motorino accostando al marciapiede. Pensare "poi lo faccio" significa avere gettato via un istante prezioso. Quando, più tardi si proverà a scrivere non sarà la stessa cosa. La poesia, secondo me, è stata scritta al volo perché non credo che il pensiero dell'amore sperato ti strugga la vita. NUN TE NE PO' FREGA' DE MENO".

