Vita
Di te nessun ricordo,
lontana dalle nostre cose
come morta e distaccata;
tu mi sei stata stretta
fin dall'inizio,
scomoda indossata
e la felicità non mi rispose
quando l'ho chiamata,
se mi facesse un segno
or non la curerei,
alla felicità tardiva
non sono abituato.
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Commenti (1)
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Galante Arcangelo2 febbraio 2018
Un testo introspettivamente significativo, che sottolinea quell’andare "stretta" al poeta, il quale non ha avuto soddisfazioni piene né, tanto meno, aiuti precoci dalla vita stessa. Difatti, egli accenna di non essere abituato a una tardiva felicità, nel caso dovesse giungere, e neanche a un segno di corrispondenza ai bisogni propri, poiché, giammai, sono stati ascoltati da essa. Una confessione di sconfortante riflessione, scaturita, probabilmente, da un vissuto fatto esclusivamente di sacrifici e duro lavoro. Ah, quanto comprendo il meditare dell’autore! Un abbraccio, amico lontano.
