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Morte 22 ottobre 2008 · lettura 2 min · 1194 letture

L'ultimo rito

B
Benito Ciarlo 229 poesie pubblicate
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Nerovestita lo prese per la mano diviso tra la gioia e lo stupore. Sentì, molto pesante e tutto addosso il fardello degli anni, la canizie, ma non credeva che, nell'ultim'ora, una voce da dentro gli gridasse d'onorare il ricordo, con violenza. Poi cominciò, sottile, quella danza, tra l'essere precario ed il volere. Chiese alla Morte di lasciargli spazio. «Dammi un momento», disse, «Lascia che ti racconti la mia storia». «La conosco a memoria, come tutte», sentenziò la Signora. « Un minuto soltanto», disse allora, « perché sia io a ricordarla ancora: lasciami il tempo per poter fissare l'orma dei passi antichi sul sentiero che percorremmo avvinti l'uno all'altra, quando il crine era bruno e il cuore certo.» « Nulla hai scordato, nulla, non è vero? » « Nulla! Come potrei? » Ed Ella scaltra: « Allora a che ti serve questa sosta? Vano è 'l commemorare per chi conserva intatta memoria!». « Fu grande, ora lo so, quel che vivemmo. Perciò non voglio che di quell'amore misero all'apparenza, oggi non resti che una piccola eco! ». « Ti spacca il cuore il non aver capito e ti sconcerta l'ultimo rimorso! Adesso è tardi: affrettati ch'è tempo!». Caparbio l'Uomo attese una risposta dal cuore stanco e forse smemorato. Ma vide riformarsi, com'un tempo, tra le nuvole e il sole, il suo sorriso. « Fu grande! » gridò al cielo, a squarciagola. « Fu grande! », gli rispose l'universo. « Adesso posso », rise, « Adesso posso... » e seguì la Signora.
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L'autore
Benito Ciarlo

Sono nato in Calabria e mi sono trasferito giovanissimo in Piemonte, in una piccola città dell'alessandrino, che adoro: Serravalle Scrivia. Scrivo poesie da quando avevo tredici anni e continuo a farlo con la stessa passione e la stessa rabbia di allora. Rabbia determinata dagli studi diversi da quelli che avrei amat

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Commenti (3)

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M
Monica Puleo22 ottobre 2008

Una ballata struggente, potente, di un'umanità profonda. Bellissima.

Berta Biagini22 ottobre 2008

Difficile commentare le sensazioni che può avere una persona alla soglia della sua fine - versi questi che lasciano il segno - voler fare un'esame di coscienza quando ormai non c'è più tempo, a quanti accade questo - bisognerebbe invece che alla fine di ogni giornata cominciassimo a pensare al vissuto e rivedere i nostri sbagli.

You Don’t Know Me3 novembre 2008

fa meno male... poter ribattere alla nera signora e quando quello che si lascia è stato grande allora essa fa meno paura... bellissimo il grido di vita...