Sangue e fango in trincea
Omero Sala
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Questa trincea sarà la mia fossa.
Ho già inciso il mio nome
su un'asse lungo il camminamento:
ho scritto il mio nome
con la punta della baionetta
e ho scritto anche il nome di mio padre
e quello del paese
e una data,
quella del giorno in cui sono nato.
Poi ho inciso un cuore
e dentro ho intarsiato a caratteri chiari
il nome del mio amore
che si chiama Regina.
Ma non ho scritto
la parola "per sempre"
Oggi è domenica, credo.
Tra le aride pietre
della terra di nessuno,
vicino al filo spinato,
è spuntato un piccolo fiore,
un piccolo fiore azzurro.
Andrò a prenderlo stanotte,
strisciando nel buio fra i sassi,
attento a non fare rumore.
E per non reciderlo
scaverò la terra attorno alle radici.
E lo terrò con me,
lo innaffierò, lo curerò
in una gavetta ammaccata
che non serve più a nessuno.
Lo terrò con me
sotto il cuore inciso su legno
col mio nome
e il nome di Regina.
Vivo.
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L'autore
Omero Sala
Commenti (1)
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Rosy Marchettini22 ottobre 2008
Storie di ieri, storie d'amore, soldati in trincea che rimangon vivi per quell'amore che è a casa e che aspetta... il suo ritorno... Militi che tornano a credere alla vita grazie ad u fiore sbocciato tra corpi distesi... ormai inermi Bellissima in tutta la sua tristezza! Piaciutissima ed apprezzata nel profondo

