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Morte 22 ottobre 2008 · lettura 1 min · 1518 letture

La dimora di Caino

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Diego Bevilacqua 121 poesie pubblicate
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Di quella notte profonda ricordo ali imponenti di pipistrello, e nudi crani colpiti da corvi. Di quella notte profonda ricordo ombre di salme pendenti da rami -Morti destati dal pianto d'un innocente bambino- che sguardi gettano oltre la finestra. Ancora nel cervello sento forti sibili di pugnale in bianche carni, -E volto dell'assassino, e grida dello spirito, e lacrime di vittime- dalla rossa invidia profanate. Serro allora orecchie con mani, ed i miei singhiozzi a coprire grida di tralasciati fantasmi, dannati all'eterna mortalità del Mondo.
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L'autore
Diego Bevilacqua

Mi basta soltanto avervi trasmesso qualche parte di me...

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Commenti (4)

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Rosy Marchettini22 ottobre 2008

Versi forti, immagini ancor più forti Versi magici per descrivere l'invidia e l'uccisione della generosità e bontà d'animo Piaciutissima, apprezzata nel profondo... sento vibrare la tua anima!

Frammento22 ottobre 2008

...secca nel tuo significato... e profonda nelle immagini che riporta... Molto bella...

Saverio Chiti22 ottobre 2008

C'è chi dice: chi ucciderà Caino! io dico: chi salverà Abele! i tuoi versi sono duri, ma ancor più dure solo le immagini che ogni giorno quotidianamente ci vengono propinate. chi ci salverà da noi stessi? Bella poesia per riflettere.

Giulia Aurora23 ottobre 2008

il bene ed il male legati in contapposizione ogniuno si schiera nei vari momenti di vita simo mescolanze bianco e nero forte decisa bellissima Diego