Trasfigurazione
Francesco Pozzato
115 poesie pubblicate
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O Urbinate pittor d'eccelsa mano,
risplenda limpida l'opra in mia mente
che di finir tentasti in modo vano
ché ti chiamo il Potente.
Come Dio la sua arte in te spirò
e tra i Grandi il tuo picciol nome affisse,
sì la mia mente apra se scriver vorrò
ciò che il Vangelo disse.
Seco dusse tre discepoli il Cristo
e su un alto monte poscia salì:
vessati, pregar l'ebber i tre visto,
la vista poi svanì.
Le bianche vesti ecco cangiar èl volto
in divin sì sfolgorante candore
che fu ai discepoli in torpore tolto
e'l sentir dure l'ore.
Tenea loquela il celeste sembiante,
atteso e sommo vertice dell'unti,
con due senili innanzi a lui stante
per la bianca età smunti.
Sorto qui, fe' il vecchio pescator,
quel Simon Pietro, de li uomini guida:
"Qual gioia l'esser quivi, mio Signor!
Di gioia il cor grida.
Color che nel niveo candor son
teco, se voglion nobisco restar,
veh, di tre tetti faremovi don:
altro non vo'io far!".
Non sapea ei allor quel che dicea.
Ritrossi il Cristo dal Ciel or sì morto.
Tacer ognun d'essi quindi dovea
ciò che in quel dì ebbe scorto.
©
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L'autore
Francesco Pozzato
Francesco Pozzato nasce a Vicenza l'8 Febbraio 1990. Frequenta le scuole inferiori nel suo paese, Sandrigo, con ottimi risultati. Decide quindi di iscriversi presso il Liceo Scientifico J. Da Ponte di Bassano del Grappa, dove matura col massimo punteggio. Tra la 3a e la 4a Liceo muta considerevolmente interessi, passa
Commenti (1)
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Rasimaco24 ottobre 2008
poesia raffinata e dotta con i sapori e le sfumature di altri tempi... di piacevole lettura

