Démodé
Che ne sai tu, di sogni dismessi
di zoccoli neri e gonne gitane
e di parole nel vento confuse
dei ritorni ìndistinti di eco.
E delle quattro gambe
che ormai mi appartengono
e non si scollano più
da questo pavimento
senza neanche più forza
per alzare le braccia
ad applaudire la vita.
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Commenti (1)
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B
Benedetta Cavazza Miciamalvina26 ottobre 2008
quando si smette di sognare ci si abbrutisce, nell'immaginifico umano si è solo 'bestie', nemmeno animali coi loro sani istinti, ma quelle insane bestie che fissano la mangiatoia senza nemmeno più ruminare... perché significherebbe voler vivere ancora. Poesia che descrive con eleganza la disperazione che non ha nemmeno più voce ma solo 'abitudine'.