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Impressioni 26 ottobre 2008 · lettura 2 min · 1177 letture

In viaggio: Masada

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Benito Ciarlo 229 poesie pubblicate
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No, non c'erano i faggi né le querce a dar ombra alla noia che aggrediva i pellegrini ansanti ed assetati. Una striscia di sabbia era la strada pressata da milioni di passi fra dune farinose che s'arrendevano ai capricci del vento di ponente e assumevano forme, ora di donne sapide e discinte, ora di santi in estasi. E non c'era la luna ad inglobare nel suo falso bagliore i grilli assenti, ma scorpioni in parata, e antilocapri emersi dalla tana, disturbati dal teorema d'Euclide che di fatto non era ancora stato dimostrato. (1) Di questo discutevano i viandanti seduti accanto al fuoco, favoleggiando di geometrie siderali. Senza luna, le ombre si stagliavano nette allungandosi un poco ogni volta che il fuoco decideva un sospiro. Il chiarore dell'alba accompagnava un uomo blu che li raggiunse al campo. Quel poco che mostrava della faccia era marrone ed arso come la pelle dell'ebano vecchio. Sorrideva quell'uomo come fa la iena quando ghermisce il garretto alla zebra o depreda il leone. Il cammelliere urlò parole al vento e dalle dune i suoi compagni emersi indicarono un punto oltre le tende rispettando gli accordi. La comitiva ora cavalcava alla volta d'un frammento di gloria, d'un sacrificio libero di cui parlano i libri di storia. A mezzogiorno furono alle vasche. Intanto il sole a picco privò dell'ombra persino i ricordi della doppia collina e spense gli echi.
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1) La discussione fra i pellegrini, partì dal fatto che per vincere la resistenza di Masada i Romani s'ingegnarono e costruirono un collina artificiale a ridosso di quella ove la città fortilizio era arroccata. Speculando sui calcoli che dovettero fare, uno dei pellegrini domandò agli altri: " applicarono o no il teorema di Euclide?". Un altro rispose. " Quale il primo o il secondo?" e, infine, il terzo, professore di matematica, sentenzio': " "impossibile che abbiano applicato Euclide, poiché ne il primo ne il secondo dei teoremi che portano il suo nome li ha concepiti lui! "

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L'autore
Benito Ciarlo

Sono nato in Calabria e mi sono trasferito giovanissimo in Piemonte, in una piccola città dell'alessandrino, che adoro: Serravalle Scrivia. Scrivo poesie da quando avevo tredici anni e continuo a farlo con la stessa passione e la stessa rabbia di allora. Rabbia determinata dagli studi diversi da quelli che avrei amat

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