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Fantasia 26 ottobre 2008 · lettura 1 min · 1856 letture

Era esplosa la città

Daniele Lapenna 139 poesie pubblicate
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Ricordo urla che picchiavan come fossero martelli luci e spilli atterravan affilati com coltelli chi correva per fuggire chi correva per rubare tutti senza inibizioni con l'istinto a sfoderare. Ricordo nudi corpi per le vie ch' ignoravan il terrore luci rosse come spie seppellivan ogni odore come castelli di cartone come fogli nel laghetto non sembravan di mattone si distruggev' anche il rametto. Ero sulla cima senza parole e col fiatone niente era più come prima tutti sotto l'esplosione...
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L'autore
Daniele Lapenna

Sono un ragazzo classe '86 che prende ciò che ha in testa e crea parole in rima.. sono rimaalternata-dipendente. La vita è una e solo nostra, viviamola appieno, gustiamone ogni secondo e non preoccupiamoci nè per il futuro, nè per un possibile aldilà, spesso crediamo di vivere il presente ma le nostre menti so

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Commenti (1)

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Charlo27 ottobre 2008

bhe... bhe... è interessante questo racconto dell'apocalisse... interessante anche perché sembra che tu ti salvi metafora di vita? metafora di mondo? bella