Contenti voi

vi guardo,
mentre con le mani
trattenete sulla testa
un'aureola di cartone
e nascondete a fatica
la coda appuntita
in un sorriso sterile
vi guardo,
le braccia impegnate nel farvi santi
non possono aprirsi
ad un abbraccio
e gli occhi occupati
ad osservare lo specchio
non sanno vedere oltre la platea
firme tessute col ghiaccio
vi rendono algidi e immobili
vi somigliate tanto
e io che davvero sorrido,
mi addentro in uno sguardo
ed abbraccio chi lo chiede
vi guardo
e senza aureole ne code
vivo
proseguendo tranquilla
nella pienezza dei giorni
lasciandovi, miseri,
al vostro gioco insulso...
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L'autore
Amara
Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.
Commenti (1)
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Paolo Ursaia27 ottobre 2008
Dura, asciutta... l'ipocrisia, l'autoreferenziata pulizia... senza alcuna compiacenza, piaciuta

