Ricordi di Sicilia
Il malinconico canto
della cicala stanca
fra le rocche del crasto
in mille e mille echi
risuona dove placido
il San Basilio scorre.
Scorci d'altri tempi,
destini d'esistere,
memorie
negli abissi colate
della marmitta del diavolo.
Là sulla giara
riposa al fresco
nelle sue fascelle
la ricotta di Mastrantoni
che sotto il vecchio gelso
nell'afa estiva sonnecchia.
E lontana
d'un marranzano
l'aspra nenia s'ode.
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Commenti (4)
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Paolo Ursaia27 ottobre 2008
Profumo di zagare... vivissima descrizione d'ambiente, che diviene psicologia e introspezione. Poesia molto piaciuta... assaporata
Cuccu Anna Maria27 ottobre 2008
Un grande amore per l'antica terra natia e le sue tradizioni e radici si legge in questa stupenda lirica. Molto piaciuta.
Mario Bugli27 ottobre 2008
I versi sono veramente belli e quella punta di maliconia ne aumenta il fascino... aspra è la terra cantata e aspra è la nenia del marranzano... grande capacità evocativa!
Berta Biagini27 ottobre 2008
Forse piccolezze agli occhi nostri - ma talmente sentiti e provati allo sguardo del poeta questi versi riescono a trasportarci in quel mondo che racchiude in sé la vita.




