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Natura 27 ottobre 2008 · lettura 1 min · 2968 letture

Ricordi di Sicilia

Rasimaco 1768 poesie pubblicate
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Il malinconico canto della cicala stanca fra le rocche del crasto in mille e mille echi risuona dove placido il San Basilio scorre. Scorci d'altri tempi, destini d'esistere, memorie negli abissi colate della marmitta del diavolo. Là sulla giara riposa al fresco nelle sue fascelle la ricotta di Mastrantoni che sotto il vecchio gelso nell'afa estiva sonnecchia. E lontana d'un marranzano l'aspra nenia s'ode.
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i versi parlano di uno scorcio del parco naturale dei Nebrodi, le rocche del crasto sono un massiccio che si eleva a picco sul torrente Rosmarino, lambito alla base dalle fresche acque del S. Basilio; la marmitta del diavolo é un orrido scavato nei millenni dalle acque del S. Basilio che precipitandovi dentro hanno formato un incavo enorme sul cui fondo si é formato un laghetto, la giara é un orcio in terracotta grande che s'usava per conservarci olio, o ulive o altri alimenti, le fascelle erano piccole canestrine di vimini in cui si metteva a scolare la ricotta appena fatta.

L'autore
Rasimaco

unaquaeque hora inveniat te pingentem aeternitatem

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Commenti (4)

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Paolo Ursaia27 ottobre 2008

Profumo di zagare... vivissima descrizione d'ambiente, che diviene psicologia e introspezione. Poesia molto piaciuta... assaporata

Cuccu Anna Maria27 ottobre 2008

Un grande amore per l'antica terra natia e le sue tradizioni e radici si legge in questa stupenda lirica. Molto piaciuta.

Mario Bugli27 ottobre 2008

I versi sono veramente belli e quella punta di maliconia ne aumenta il fascino... aspra è la terra cantata e aspra è la nenia del marranzano... grande capacità evocativa!

Berta Biagini27 ottobre 2008

Forse piccolezze agli occhi nostri - ma talmente sentiti e provati allo sguardo del poeta questi versi riescono a trasportarci in quel mondo che racchiude in sé la vita.