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Impressioni 28 ottobre 2008 · lettura 2 min · 1074 letture

In viaggio: Sichar

B
Benito Ciarlo 229 poesie pubblicate
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(Querens me sedisti lassus...) E' d'un verde lucente che frastorna l'uliveto che a Sìchar si contorce. Dissetatisi al pozzo di Giacobbe i pellegrini grati, alla sua ombra, aspettavano il fresco della notte. In quello stesso luogo il Sitibondo dissetò di parole Samaria, acqua Lui stesso e Fonte. Fiori già morti o prossimi a morire emanavano effluvi inaspettati fragranze antiche, di sepolcri e carmi. Echeggiava nell'aria, di lontano, una musica arcana, altalenante, come di litania che t'addormenta. La processione, che non era tale, che amplificava adesso il salmodiare, si rivelò ben presto un funerale. La precoce tristezza fu scacciata Dal solito cipiglio del dottore che volle intrattenere i suoi compagni dissertando delle idi di marzo, dell'allegria di Cicero alla vista del pugnale di Bruto. Ma le mosche distrassero e, del bel testamento non restò che il denaro per Roma. Del resto, avvezzi alle tragedie, gli altri già conoscevano il testo di Svetonio e ricordavano perfettamente l'elogio funebre dello scespiriano Marcantonio. Piuttosto, ognuno domandò a sé stesso, senza farne partecipi i compagni, i motivi per cui quel funerale si stesse trasformando in una festa. Ma forse fu soltanto un'impressione, un modo errato di vedere i fatti, e quella ch'era festa all'apparenza forse non era che dolore e rabbia. Il monte Garizim trasse sul capo nuvole frammentate e foschia densa per nascondersi ai colpi di pugnale...
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Il villaggio in questione nel Vangelo è chiamato Sichar e non si sa esattamente a che cosa corrisponda. Alcuni pensano a Sichem, la vecchia città ormai in rovina a nord, altri al villaggio di Ascar situato a nord est il quale conserva resti archeologici del periodo.

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L'autore
Benito Ciarlo

Sono nato in Calabria e mi sono trasferito giovanissimo in Piemonte, in una piccola città dell'alessandrino, che adoro: Serravalle Scrivia. Scrivo poesie da quando avevo tredici anni e continuo a farlo con la stessa passione e la stessa rabbia di allora. Rabbia determinata dagli studi diversi da quelli che avrei amat

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Commenti (1)

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Mario Bugli28 ottobre 2008

Cultura a profusione si respira in questi versi, dove nel racconto di viaggio si intersicano con maestria riferimenti storico/evangelici e raffinata coinvolgente poesia. L'attenta lettura, restituisce incredibili atmosfere ed odori antichi... dove il sacro ed il profano si uniscono in perfetta armonia!