In viaggio: Sichar

(Querens me sedisti lassus...)
E' d'un verde lucente che frastorna
l'uliveto che a Sìchar si contorce.
Dissetatisi al pozzo di Giacobbe
i pellegrini grati, alla sua ombra,
aspettavano il fresco della notte.
In quello stesso luogo il Sitibondo
dissetò di parole Samaria,
acqua Lui stesso e Fonte.
Fiori già morti o prossimi a morire
emanavano effluvi inaspettati
fragranze antiche, di sepolcri e carmi.
Echeggiava nell'aria, di lontano,
una musica arcana, altalenante,
come di litania che t'addormenta.
La processione, che non era tale,
che amplificava adesso il salmodiare,
si rivelò ben presto un funerale.
La precoce tristezza fu scacciata
Dal solito cipiglio del dottore
che volle intrattenere i suoi compagni
dissertando delle idi di marzo,
dell'allegria di Cicero alla vista
del pugnale di Bruto. Ma le mosche
distrassero e, del bel testamento
non restò che il denaro per Roma.
Del resto, avvezzi alle tragedie,
gli altri già conoscevano
il testo di Svetonio e ricordavano
perfettamente l'elogio funebre
dello scespiriano Marcantonio.
Piuttosto, ognuno domandò a sé stesso,
senza farne partecipi i compagni,
i motivi per cui quel funerale
si stesse trasformando in una festa.
Ma forse fu soltanto un'impressione,
un modo errato di vedere i fatti,
e quella ch'era festa all'apparenza
forse non era che dolore e rabbia.
Il monte Garizim trasse sul capo
nuvole frammentate e foschia densa
per nascondersi ai colpi di pugnale...
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L'autore
Benito Ciarlo
Sono nato in Calabria e mi sono trasferito giovanissimo in Piemonte, in una piccola città dell'alessandrino, che adoro: Serravalle Scrivia. Scrivo poesie da quando avevo tredici anni e continuo a farlo con la stessa passione e la stessa rabbia di allora. Rabbia determinata dagli studi diversi da quelli che avrei amat
Commenti (1)
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Mario Bugli28 ottobre 2008
Cultura a profusione si respira in questi versi, dove nel racconto di viaggio si intersicano con maestria riferimenti storico/evangelici e raffinata coinvolgente poesia. L'attenta lettura, restituisce incredibili atmosfere ed odori antichi... dove il sacro ed il profano si uniscono in perfetta armonia!
