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Introspezione 31 ottobre 2008 · lettura 1 min · 2760 letture

Uomo per forza

Rasimaco 1768 poesie pubblicate
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Era bambino e piangeva come gli altri chi non crede più a nulla. Ora è uomo e non piange più nella fredda morsa della notte gelida. Gocce di rugiada brillano sulle sue gote rigano quel volto ormai insensibile mentre si sfaldano le pliche dell'anima che pietose celano la sua inutile disfatta.
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Rasimaco

unaquaeque hora inveniat te pingentem aeternitatem

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Commenti (7)

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Cuccu Anna Maria31 ottobre 2008

Poesia molto triste. Riflette un grande pessimismo sulla possibilità di credere ancora in qualcosa. Ricordi di un bambino che riusciva a sfogare le emozioni piangendo, ma poi crescendo quelle lacrime si sono seccate dando vita a una perdita di speranze. Molto piaciuta.

Mirella Crapanzano31 ottobre 2008

In questi versi bellissimi si legge quello che la vita e il dolore ha compiuto dentro un uomo, la sua sensibilità ha dovuto farsi corazza e alla fine cedere la sensibilità alla durezza... una poesia elegante, intensa ed espressiva

Paolo Ursaia31 ottobre 2008

Dolorosa... il male di vivere, che ci divora giorno per giorno. Raffinata poesia, letta con lentezza, pesando ogni parola

Jutta Ruhnke31 ottobre 2008

Peccato perdere il bambino dentro di noi e la dote di piangere. Molto triste questa poesia. Versi che lasciano senza fiato. Piaciutissima.

Berta Biagini31 ottobre 2008

Il nostro cuore, la nostra anima, pur crescendo rimane sempre bambino ed è quello che ci aiuta ad andare avanti nella vita, facendoci vedere a volte le cose dal suo lato migliore – è bene quindi affidarsi anche alle lacrime ogni tanto – è uno sfogo che non dobbiamo toglierci.

Marisol5831 ottobre 2008

Molto belli questi versi dai quali traspare la consapevolezza che crescendo e divenendo uomo quasi non si ha più il diritto di piangere come quando si era bambini ma è l'anima a soffrirne per prima. Molto bella la tua poesia.

Antonio Biancolillo31 ottobre 2008

Ora cresciuto non può piangere più, ma un uomo piange lo stesso quando la sua sincerità, dolce come quella dei bambini, viene trafitta e calpestata... Piaciuta.