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Satira 1 novembre 2008 · lettura 2 min · 3221 letture

Italia

B
Benito Ciarlo 229 poesie pubblicate
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Eri la terra dove il sì sonava, Dove il sole brillava dolcemente, Dove il camoscio placido saltava E la valanga a valle scivolava Quasi timidamente. Eri la terra di poeti e santi, di giornalisti intrepidi, d'attori, di genti generose e di briganti, di giullari, pittori e naviganti, di miseria e dolori. Oggi diversa appari al pellegrino che giunge alle tue sponde affaticato il sì non suona più ch'il rio destino pure il linguaggio, alfine, ha deturpato. Il sole inaridisce le pianure o si cela per mesi, e la tempesta inonda i campi e suscita paure. 'Sto clima fa venire il mal di testa. Di camosci e stambecchi l'eco resta fra i monti che li videro gagliardi, le valanghe alle valli fan la festa se dei torrenti rompono i baluardi. I rampolli d'Apollo son spariti, le Muse in altri lidi ormai migrate, ed i "poeti" vagano spauriti fra rime scarne e poco equilibrate. La santità dell'anima è mutata: oggi in Italia il mistico, l'asceta, l'estasi compra bella e preparata nelle bustine che la legge vieta. I giornalisti intrepidi son pochi anzi, non ve n'è più, son morti tutti! Chi scrive sui giornali par che giochi, chi legge alla Tivvù sembra che rutti. Di giullari e d'attor l'epidemia ha lasciato soltanto qualche esempio, sì che a vederli in scena, in fede mia, li uccideresti a vendicar lo scempio. La gente generosa del passato è diventata bieca e pensa male. Il prossimo oggi passa inosservato: se muore lo si apprende dal giornale. Nulla rimane dell'Italia antica? Se cerchi la miseria la ritrovi con il dolore in men che non si dica: La colpa è tutta dei briganti nuovi!
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Ringrazio tutti per i commenti e vorrei dire con Paolo Ursaia: il degrado è cosmico non solo italiano. A Mario Bugli dico che è troppo buono e che il tono altisonante della prima parte della poesia è il contraltare alla miseria di valori attuali evidenziati dagli altrettanto miserabili ultimi versi che avrebbero voluto essere satira. Non so, però, se sia riuscito in pieno nell'esperimento. Infine a Marian: alla scuola restano i ragazzi, il bene più prezioso da non depauperare colpevolmente.1 novembre 2008
B
L'autore
Benito Ciarlo

Sono nato in Calabria e mi sono trasferito giovanissimo in Piemonte, in una piccola città dell'alessandrino, che adoro: Serravalle Scrivia. Scrivo poesie da quando avevo tredici anni e continuo a farlo con la stessa passione e la stessa rabbia di allora. Rabbia determinata dagli studi diversi da quelli che avrei amat

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Commenti (7)

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S
Sabrina Balbinetti1 novembre 2008

Bellissimo questo affresco che l'autore ci ha donato nel suo linguaggio inconfondibile, la nostra cara Italia deturpata e strapazzata. Bellissima!

Charlo1 novembre 2008

BELLISSIMA... DIVERTENTISSIMA... VERISSIMA... l'Italia è in rovina!

M
Marian1 novembre 2008

Il ritratto disegnato da mano competente, mente onesta, rifllessiva, secondo mio umile parere, calza a pennello! Cosa rimane più della nostra bella terra visitata dai grandi del passato, terra di cui si sono innamorati in tanti, non solo per le sue bellezze naturali, anche quellle ci stanno togliendo, ma soprattutto per cultura, arte, briosità e accoglienza del suo popolo? Quanto sangue versato per unificare una nazione che oggi si presenta frantumata in mille rivoli: nord contro sud, ricchi contro poveri e non il contrario, normali contro gay, laici contro Chiesa, potenti contro popolo che dovrebbero tutelere, curare, guarire da brutte malattie quali droga, criminalità, ignoranza... Scuola sacrificata sull'altare di una finanziaria.

Mario Bugli1 novembre 2008

Io non l'avrei classificata come satira, bensì riflessione... amara riflessione su l'Italia e il mondo di oggi. Mi è piaciuta molto la quartina dedicata ai poeti e quella della gente generosa del passato... e nell'insieme non posso che condividere... e sperare!

Lina Maria Cino1 novembre 2008

briganti nuovi, che stringono la mano ai vecchi, rendendo inutile le proteste in piazza, col rischio che prima o poi metteranno il bavaglio alle voci oneste. Italia dove stai andando?

Rasimaco1 novembre 2008

poesia molto bella veramente apprezzata e che condivido, come condivido i commenti che sono stati espressi dai miei precedessori. purtroppo questa é l'Italia che stiamo regalando ai nostri successori...

Marisol581 novembre 2008

Pare quasi che l'Italia d'oggi sia solo una delusione ma è pur sempre la NOSTRA ITALIA che va difesa in ogni modo, sperando che anche chi governa provi ancora amore per la sua Patria. Molto bella la poesia.