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Cronaca 1 novembre 2008 · lettura 1 min · 2532 letture

Non uccidere

B
Benedetta Cavazza Miciamalvina 655 poesie pubblicate
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In nome di cosa hanno cesellato la tua carena lama che frange vene marine? Quale diritto s'erge, come vela abbracciata da venti d'ogni sapore, sui tuoi ponti? Lenta accarezzi le rive stanca degli uomini che forgiarono la tua anima nera Straziante è il lamento che s'espande nello schicchiolio dell'acciaio: datemi un motivo, uno soltanto di celebrare la libertà con la morte.
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La nave che permette l'aborto in acque internazionali prosegue il suo corso. E' davvero questo il modo di sostenere le donne che si trovano in difficoltà?

B
L'autore
Benedetta Cavazza Miciamalvina
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Commenti (3)

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Paolo Ursaia1 novembre 2008

Un capolavoro d'ipocrisia... una nave, lontano da tutto e tutti. Magari, per pochi. Ed altrove, magari una sorta di ghetto... Poesia coraggiosa, da non fraintendere, ma da apprezzare... il vero nemico è la superficialità, la sbrigatività con la quale, comunque, vengono trattate le donne.

Rasimaco1 novembre 2008

poesia stupenda che lascia una traccia... signori siete pregati di riflettere...!

A
Angelosilv1 novembre 2008

la cronaca supera, talvolta le peggiori fantasie. L'immagine di rendere viva la nave, strumento diventato diabolico nella mani dei signori della morte è efficace. L'autrice smaschera la profonda ipocrisia non solo commentando il fatto di cornaca ma svelando il connubio tra una falsa libertà è un diritto egoista. Bellissima, toglie il respiro invita alla riflessione e alla preghiera