Alle mie spalle

E' notte dell'assenzio
Nel tempio dei sospiri,
striata del viola
del glicine rampicante,
emana esalazioni
di piacere e gioia.
Negli anfratti oscuri
Che il giorno risparmia
Da sorrisi e grida di bambini
I ricordi navigano mari senza onde
Su zattere di fili d'erba.
L'ombra di due amanti
Allunga smisuratamente
i tempi all'imbrunire
ed all'aurora diventa cenere,
nei campi, che vuol dire abbondanza,
raccolto nuovo, rosso di frutti.
Io, potessi ricordare i nomi
Di quanti amai senza toccarne il cuore,
sarei di loro più grande, senza colpa.
Tra le fiamme di un sole giallo crema,
scavano i passi del tempo
fiumi di magma bollente,
ritorni ai luoghi dei miei giochi,
rinnegati, confusi, in un abbraccio;
ai sassolini sulla via,
seminati per ricordarsi
come si fa a dimenticare.
Ritorno al sonno, dopo la notte bianca,
al nero punteggiato di stelle,
fari fissi, che fanno male agli occhi.
©
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L'autore
Francesca Difonzo neve
Nata, neonata, non nata, non importa dove, nè quando. La vita è un cerchio e noi lo camminiamo. Fine? inizio. La poesia è un’istantanea che racconta, con la voce diretta delle cose quando le guardi. E' quello che direbbero le fotografie, se avessero parole. Alchimia perfetta di parole che si corrispondon
Commenti (2)
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Mirella Crapanzano5 novembre 2008
nelle notti ci sono ricordi che emergono come frutti dal sapore che solo noi possiamo cogliere, nel cammino della nostra vita... tracce di noi, indelebili, ricamate sulla pelle... bellissima...
H
Hermes5 novembre 2008
C'è tanta umanità in questi versi: gli amori vissuti, le delusioni, le emozioni... e le fiabe dell'infanzia: il passato fa parte del presente, vivendo in ricordi vividi; versi caldi e bellissimi.
