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Famiglia 6 novembre 2008 · lettura 2 min · 2126 letture

Ti vedo morire

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Schifano Alessandro 47 poesie pubblicate
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E parve di vederti da lontano, casetta mia, gelida, consunta in un paesino che chiamammo Andrano, tacco d'Italia, resto della punta. Cinta d'ulivi, cedri e rosmarini sbarca ad oriente il greco e il saraceno, ad occidente approda l'abissino, mentre a libeccio il mare punta al cielo. Tu, già romita, impavida, spaurita- squarcia nel petto, in cuore una ferita- gemi, cercando nella notte invano d'apparir mesta all'ombra del villano. Ma, più non osi, non movi i tuoi passi, ei giace a terra, noi tanto lontano, oh, se facessi moventi quei sassi potresti cullar adagiandolo piano. Tu l'hai veduto nel corpo morente; dimmi: che disse pria d'essere affranto? Io mi rimando sovente alla mente, nulla! Poi il nulla. Affogo in un pianto. "Oh, se potessi ridire quei versi, tendeva le mani a voi figli dispersi, direi che in quell'attimo pria che morisse in quell'attimo eterno vi benedisse." "Figli che un tempo mi deste conforto, voi figli miei, non fatemi torto, amatevi sempre in quest'umile vita com'io v' amai quella notte infinita. A te, primo di tutti i fratelli, innalza tuo figlio alla gloria di Dio, si ch'io passa posare in eterno si ch'io possa lodar Padre Pio. Tu, goccia di un seme ribelle, quanto maestra ti fù la mia voce, lieto sia or questo giorno solenne, oggi mi scrollo di dosso una croce." E portò al gelido capo la mano tremante. "Figlia mia, diletta bambina, dormi tesoro, dormi piccina, cinta d'alloro, cinta di fiori io veglierò i tuoi giorni peggiori. Mio amore, mia eterna compagna, qual fia menzogna ti strappò al mio cuor? Tacita, muta, la tomba ristagna quel che la terra un di separò." Disse. Poi tacque. E, tutto spirò. Nulla, poi nulla. Anche il nulla spirò!
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Sono passati due anni dalla morte di mio padre e ancora mi chiedo cosa provasse o sentisse in quel triste giorno. Sò che non avrò mai risposte ma continuerò sempre a cercarle.27 settembre 2010
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L'autore
Schifano Alessandro
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Commenti (1)

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mp47pasquino1 dicembre 2008

Ti immergi leggendo in un classicheggiante stile, che per altro non stona, penso alla musicalità e alla fluidità della struttura, consigliata da leggere, Quando parlo di lettura e commenti appropriati intendo dire che non bisogna mai ignorare opere solo perché non si è amici o compagni di cordata. E pensare che ci sono tromboni che se poco poco leggessero dando segnalazioni alcune ingiustizie non ci sarebbero. Mi scuso con l'autore per la mia polemica sono pronto alle consequenze. mi dispiace di averla letta solo ora, ma è mio costume passare tra le poesie pubblicate e leggere anche dopo che sono passate in HP