Domande

Perché quando, bambini, chiedevamo alle stelle
di spiegarci la notte, esse ci rispondevano, beffarde,
d'aspettare l'aurora per capire?
Può il mio sangue servire, come quello d'Adamo,
per impastare argilla e far mattoni e tegole
ed urne cinerarie?
Cosa impedisce al fiore di dannarsi
se non la vastità del suo pensiero?
Perché la pioggia d'oggi, riflette il ghigno d'Antigone
e 'l suo cachinno è pregno di sarcasmo furioso
e di cattivi presagi?
Furon le Furie o Erigone ed Arianna
che in nome di Bacco nel quarantaquattro
ubriacarono Montecassino?
Perché Giove, distratto, lasciò mezza nottata a Tindaro?
Per contrapporre, o Leda, Elena a Clitennestra?
O Castore a Polluce?
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L'autore
Benito Ciarlo
Sono nato in Calabria e mi sono trasferito giovanissimo in Piemonte, in una piccola città dell'alessandrino, che adoro: Serravalle Scrivia. Scrivo poesie da quando avevo tredici anni e continuo a farlo con la stessa passione e la stessa rabbia di allora. Rabbia determinata dagli studi diversi da quelli che avrei amat
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