Se non avessimo parole

Se avessi avuto un'anima
avrei potuto darti il peso esatto
in gigli e violacciocca, pagare
la cauzione dei suoi baci al pegno
piegandoti origami con la lingua.
Lei si scoprì, mi diede il fianco,
quella rotondità e l'odore della pioggia
sui suoi polsi, la triste ampiezza
della fronte addormentata,
la precauzione di ginocchia ripiegate.
Volli tenerla stretta nel rumore
di scintille che scordano i violini
mentre il cielo si fa circo
per le luminarie e volano gli acrobati
in doppie pelli tempestate di diamante.
Lei si lasciò cullare, persa
nello splendore di una notte di visioni,
col cerchio di sudore disegnato tra i capelli
a dire santità del falso di reliquie
dei suoi seni santuari.
Volli pregare, baciandole i rintocchi,
sulla nuca, di sogni abominevoli
e ricordi del mercato, con gonne troppo corte
e violenti temporali, acqua che cola
a rigoli tra le sue gambe chiuse.
Se avessi avuto un'anima, avrei potuto
darti il cuore in un bicchiere e la cauzione
dei suoi baci colle corde del mio canto.
Vedi, se non avessimo parole
ci stringeremmo attraverso gli occhi.
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L'autore
Francesca Difonzo neve
Nata, neonata, non nata, non importa dove, nè quando. La vita è un cerchio e noi lo camminiamo. Fine? inizio. La poesia è un’istantanea che racconta, con la voce diretta delle cose quando le guardi. E' quello che direbbero le fotografie, se avessero parole. Alchimia perfetta di parole che si corrispondon
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