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Donne 13 novembre 2008 · lettura 1 min · 3979 letture

Prostituta legalizzata

Lina Maria Cino 179 poesie pubblicate
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La mia dote coraggio coerenza, fedeltà all'idea della famiglia, l'impegno la fiducia l'Amore la tua dote s'imponeva alla mia attraversandomi il corpo, bella, ragazza brillante il tuo vanto, nel buio donna, mi bramavi dall'ombelico in giù, non sentivi il mio pianto volevi il ventre gonfio, segno tangibile della tua potenza; una volta figliata, contenitore vuoto, bambola da esibire per farti invidiare, inorgoglire, la virilità gonfiare, non volevo un letto che mi braccasse lo stupro legalizzasse in nome dell'amore, Volevo raggi di sole sul mio letto, teneri baci morbide carezze, i tuoi occhi nei miei complicità piacere, gioia che accomuna pensieri desideri per la vita. Fui, corpo nudo al buio, prostituta legalizzata, il letto puzzava la mia testa impazziva l'anima moriva...
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I vecchi dicevano meglio una cattiva maritata, che una cattiva nominata .Impossibile lasciare il marito senza soldi, senza lavoro con due bambini piccoli.

L'autore
Lina Maria Cino

Scrivo quando le parole mi perseguitano o quando mi ronzano intorno ansiose d'emanarsi. Le sento, le vedo mettersi in fila.

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Commenti (4)

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Anna Maria Obadon13 novembre 2008

Triste cronaca di un matrimonio come purtroppo ce ne sono tanti. Ci si sposa piene di sogni e troppo spesso si trova un compagno che non ci rispetta che non riconosce la nostra piena identità di donna... Quante dolore in questi versi molto incisivi. Piaciuta.

Fippo213 novembre 2008

sembra una storia di altri tempi... antica... quando le donne erano dipendenti dall'uomo... adesso il mondo è cambiato, le donne sono cambiate gli uomini sono cambiati... ma esistono ancora questi situazioni... che dire... nascxe il disappunto per una vita sprecata... nasce la rabbia per una sessualità negata... resta l'amaro in bocca di commentare una poesia splendida che però è un manifesto di tristezza e solitudine.

Rasimaco13 novembre 2008

di fronte a versi così amari e crudi, così graffianti e pieni di sdegno non posso non essere sdegnato anch'io verso una società che tanto ha permesso, verso chi tanto ha concesso... "dall'ombelico in giù" denota il trattamento destinato ad una cagna, mondo immondo! poesia che giudico stupenda!

Giulia Aurora15 novembre 2008

verità toccanti dove vengono espresse realtà spesso nascoste nella loro crudezza tema difficile che tocca il destino di molte donne