Il falso poeta e la falsa poesia (a me stesso)
Cosa vorresti che ti raccontassi?
Dire che ti capisco, che comprendo
sarebbe ipocrisia, sarebbe un falso:
non puoi mostrare agli uomini la meta
infervorarli e in vista del traguardo
abbandonarli come fai per gioco;
mostrar la lucentezza della seta
e la dolcezza audace dello sguardo
e infine verseggiar per così poco!
Tu per me resti, ormai, foglia d'ibisco
da usare per far vento alla sintassi.
Sapendo i passi tuoi mi sono avvalso
del mio discernimento e non fallisco
se qui dichiaro che sei proprio falso!
Giuda parrebbe, se paragonato
al tuo comportamento, un angioletto
barracuda vorace, altro non sei,
poeta da strapazzo, un poveretto
che più non vive per l'amor di lei.
(Lo sai che la Poesia non vuol seguaci
ma esige amanti pronti e coraggiosi:
vuole passione di persone audaci
non vaticini insipidi e legnosi.)
Ella t'amava d'un amor sincero
e tu per ricambiarla su quel muro
scrivesti "crepa" con l'inchiostro nero,
rispondesti al suo amore a muso duro.
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L'autore
Benito Ciarlo
Sono nato in Calabria e mi sono trasferito giovanissimo in Piemonte, in una piccola città dell'alessandrino, che adoro: Serravalle Scrivia. Scrivo poesie da quando avevo tredici anni e continuo a farlo con la stessa passione e la stessa rabbia di allora. Rabbia determinata dagli studi diversi da quelli che avrei amat
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