Autoritratto con specchio

Guardo la trama
che ho tessuto:
Una geisha con
occhi dipinti e
labbra scarlatte.
A cui ho dato
fedi di pasta
frolla, biscotto
e cioccolato,
perimetrie
di baratri e
piedi di nani.
Una lacrima,
bugie di sale,
soli di vetro
e meraviglia.
Un mappamondo,
- mela- cannella -
su cui andare,
- volendo pesca -
Rose e ciocche,
spose promesse
al solstizio
dei ghiacci.
Le ho dato la
serpe bifronte,
il bulbo rosso
meno azzurro.
Lampi asciutti
e resina per
i cuori sfatti.
E per finire
le ho dato la
voce- parola
ed il diritto
di stare muta:
Meravigliosa
icona della
malinconia.
©
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L'autore
Francesca Difonzo neve
Nata, neonata, non nata, non importa dove, nè quando. La vita è un cerchio e noi lo camminiamo. Fine? inizio. La poesia è un’istantanea che racconta, con la voce diretta delle cose quando le guardi. E' quello che direbbero le fotografie, se avessero parole. Alchimia perfetta di parole che si corrispondon
Commenti (1)
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Daniele Larosa26 novembre 2008
gli ho dato il dirtto di voce parola e quello di stare muta... molto bella questa tua da assaporare verso dopo verso
