Uno strano gioco
Guardarsi alle spalle,
sentirsi a disagio,
uno strano contagio di vizi
e sotterfugi rincorrenti.
Mi sento, in gioco,
mi sento confusa e non mi piace per niente.
L'astio e la ripicca
non fanno parte del mio modo
d'essere donna,
che pensa e agisce di conseguenza.
Il bel vedere di facce ambiziose,
sdolcinate e melliflue,
ma poi vespe insidiose, che pungono
alle spalle senza curarsi di recar danno,
m'ha stancato,
i miei occhi, hanno visto oltre ogni limite.
I miei sensi di umana forza,
hanno bisogno di certezze e non di compromessi.
Questo strano gioco,
ha causato ferite, ancora esistono
folli giocatori, che a discapito di tutto,
perdono la dignità d'essere,
per una vacua parvenza di vita
senza alcuna sofferenza.
Non mi sento perdente,
ma indifferente,
a tal punto da voler vincere
ogni attacco, con un sorriso
sereno e distaccato.
©
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L'autore
Annalisa
Ho 49 anni, sono sposata, ho 2 figli. Abito a Lendinara - Rovigo, sono impiegata part- time . Pubblico in vari siti: - - - - Concerto di Sogni, Le perle del cuore, Galassia Arte. Alcune mie composizioni sono state pubblicate nell’antologia di "Scrivere 2006" .Nel 2006 ho partecipato al concorso indetto dall’Ass. ne N
Commenti (1)
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Mariasilvia2 marzo 2006
Si esisrono, ”giocatori folli”... belle metafore... Bellissimo il finale Rispondere con indifferenza e sorrisi... è, l’arma vincente veramente, Brava! , Annalisa... msilvia