Edelweis curdo
Paolo Eroli
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Il mio treno corre veloce
nella notte nera
sfiorando paesi assopiti
dove non si veglia la fame,
la mia mente vola lontano,
tra tappeti distesi su nevi gelide,
tra sentieri sassosi e piedi nudi,
tra cani che annusano cadaveri,
tra figli persi e madri disperate,
tra un popolo che piange la vita
aspettando una patria, una terra,
sia acqua che fuoco...
Popolo Curdo come posso odiarti
per una volonta di vita
che i gas non soffocano,
che falci non tagliano,
che fuochi non bruciano,
che morti non fiaccano,
aspettando il domani
tra sangue gelato, tra fughe e ritorni...
©
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L'autore
Paolo Eroli
la mia evoluzione artistica e' iniziata tardi...prima ero in altre faccende affaccendato...ero infatti un Capo Gest Sup.re delle FS....intento nelle paghe...turni di servizio..amministrazione del personale della Stazione di Terni....poi mi e' stata prospettata la poss di andare in pensione...e ho accettato perche' risc
Commenti (2)
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Anna Maria Obadon20 novembre 2008
I curdi sono un popolo senza Patria quindi oppressi e soggetti a sterminio. uno dei molti scempi che si compiono in questo nostro mondo violento. Piaciuta.
Danielinagranata20 novembre 2008
tutti hanno diritto ad una patria molto vere queste parole letta e riletta piaciuta e apprezzata Bravo Paolo


