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Riflessioni 20 novembre 2008 · lettura 1 min · 2711 letture

Edelweis curdo

Paolo Eroli 438 poesie pubblicate
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Il mio treno corre veloce nella notte nera sfiorando paesi assopiti dove non si veglia la fame, la mia mente vola lontano, tra tappeti distesi su nevi gelide, tra sentieri sassosi e piedi nudi, tra cani che annusano cadaveri, tra figli persi e madri disperate, tra un popolo che piange la vita aspettando una patria, una terra, sia acqua che fuoco... Popolo Curdo come posso odiarti per una volonta di vita che i gas non soffocano, che falci non tagliano, che fuochi non bruciano, che morti non fiaccano, aspettando il domani tra sangue gelato, tra fughe e ritorni...
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Questa poesia fu scritta nel periodo in cui il popolo Curdo era considerato quasi niente e respinto da varie Nazioni in cui risiedeva... subendo stragi con mezzi criminali come gas venefici... tutti hanno diritto ad una patria...

L'autore
Paolo Eroli

la mia evoluzione artistica e' iniziata tardi...prima ero in altre faccende affaccendato...ero infatti un Capo Gest Sup.re delle FS....intento nelle paghe...turni di servizio..amministrazione del personale della Stazione di Terni....poi mi e' stata prospettata la poss di andare in pensione...e ho accettato perche' risc

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Commenti (2)

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Anna Maria Obadon20 novembre 2008

I curdi sono un popolo senza Patria quindi oppressi e soggetti a sterminio. uno dei molti scempi che si compiono in questo nostro mondo violento. Piaciuta.

Danielinagranata20 novembre 2008

tutti hanno diritto ad una patria molto vere queste parole letta e riletta piaciuta e apprezzata Bravo Paolo