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Introspezione 23 novembre 2008 · lettura 2 min · 955 letture

Risveglio amaro

Zeno Ferigo 173 poesie pubblicate
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Oh mia dolce Verona, questa mattina non è stato il canto dell'allodola, annunciatrice dell'alba, a ridestarti, né rintocchi di campana a scandire il ritorno alla vita quotidiana. Fu urlo straziante, che mai avresti voluto sentire, quello che, uscito da un focolare, come eco, per le tue vie hai udito risuonare. In questa sepolcrale notte, non son stati colpi di tuono a trafiggere il tuo cuore, ma sei lampi portatori di sonno eterno. Povero dolente usignolo, presagio di morte era tua lamentevole melodia, intonata alla luna, nel buio della notte. La autunnale rugiada stamattina è entrata in una casa e di rosso si è vestita; sua consorte, dolente pioggia, da occhi inconfortati sgorgata. Lagrime sincere. Lagrime di disperazione, che non potranno ridar vita a tre passerotti, non ancora atti al volo, a cui sono state chiuse le porte ad indefinite speranze. Tre teneri visetti, che non han potuto leggere l'espressione del volto amico, che il filo delle loro vite fresche, strappava, con ustionante bacio d'addio. Poveri teneri gigli, ancora non sbocciati, incapaci di comprendere il concetto di morte, Erode è giunto ...sino a voi.
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L'autore
Zeno Ferigo

Sono nato a Rovigo e divido il mio tempo tra Verona (ove risiedo) e Tenerife (ove trascorro sei mesi all’anno). Sono laureato in giurisprudenza. Mi diletto di pittura e poesia. Ho pubblicato i seguenti libri di poesie: - La vita ti sorprende sempre (ed. Lulù); - Il Ponte (ed. Lulù); - Ricordi (ed. Lulù); - Parol

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Commenti (1)

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Antonio Biancolillo24 novembre 2008

E' vero, alcuni giorni il risveglio è un lacerante dolore, diverso dai rumori abituali, diverso dal ritmo di una campana con i suoi rintocchi... oggi i passi rumorosi di un dolore si fanno sentire, sono più forti degli altri... Veramente bella.