Le ferite del tempo
Ciao pà,
stanotte
sono venuto a trovarti
nei sogni,
come fa un bimbo
quando cerca rifugio
dalla paura.
Correvo verso le tue braccia
in una realtà irreale
di carne ed amore.
Se ti avessi ancora qui,
non vivrei costretto
in questo vestito di adulto,
fuggirei nel gioco
e tornerei tardi la sera
accettando volentieri
i tuoi rimproveri.
Ho provato a chiederti
come stai,
poi ho lasciato correre il pensiero
perché anche nella malattia
e nella morte,
un papà è sempre forte.
È la roccia che protegge il nido
è la quercia che placa il vento
è la spiaggia sicura
dove approdare
con il mare in tempesta.
...Poi sei andato via
lasciandomi
nel mio stesso abbraccio
mentre si increspa il mare
trascinando sale
nelle ferite del tempo.
©
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Commenti (3)
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Berta Biagini24 novembre 2008
L'autore ci ha voluto rendere partecipi del suo ultimo sogno ove cercava sicurezza ed amore fra le braccia del padre - ad un tratto tutto è svanito e le ferite sono riemerse. Molto bella anche se triste.
Danielinagranata24 novembre 2008
un padre è la roccia è la quercia è la spiaggia sicura versi molto belli che mi sono arrivati nel cuore piaciuta bravo Ivano me la conservo tra i miei segnalibri...
Giulia Aurora25 novembre 2008
dolce e triste questo abbraccio ma ancor più dolce che un uomo esprima così pienamente i propri sentimenti segno di profondità di sentimento


