Anatema alla nonna spacciatrice
Lina Maria Cino
179 poesie pubblicate
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Arrotondi il pane quotidiano,
vendi ai nostri figli dosi di veleno,
madri dolenti ti siano anatema,
se pur fossi io "assassina" mai tua pari,
ti condurrei in catene alla Rupe Tarpea,
"Che fuoco ardi e mai ti consumi,
ad estinzione dell'ultimo seme
che diede forza al triplice peccato".
Sovrasta la tua colpa di veleno
l'infamia dei delitti alla Rupe
anzitempo della Buona Nuova
.
Stolta, avveleni i figli dei tuoi figli
infanghi e rinunci tenero amore innato
per lucro, tradisci il dono ricevuto,
scorre ferro arruginito nelle tue vene
appesantisca il tuo cuore il mio peccato.
©
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L'autore
Lina Maria Cino
Scrivo quando le parole mi perseguitano o quando mi ronzano intorno ansiose d'emanarsi. Le sento, le vedo mettersi in fila.
Commenti (2)
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Veleno25 novembre 2008
Una nota di cronaca che la nostra autrice ha saputo interpretare con magnifici versi, duri, aperti come sempre e sempre attenta a tutte le nefandezze del mondo. Piaciuta molto
Rosy Marchettini25 novembre 2008
Meravigliosi, stupendi versi per descrivere un fatto di cronaca che ha dell'inverosimile. A questa madre - nonna andrebbe carcerata a vita e con il divieto assoluto di vedere i nipoti Non ci sono parole per definire quest'essere maledetto Applausi, Lina, applausi fotissimi per questa fantastica poesia Meglio non avresti potuto urlare la tua indignazione, ribellione, schifo etc Brva,


