Ti sarò madre
...e tu sarai la mia bambina.
Dai miei sterili seni sgorgherà una nuova vita
che placherà la tua arsura
Non sarai più sola.
Lungo l'impervio sentiero
affronterò i fantasmi del mio passato
e nel mare delle tue lacrime
li monderò.
Alle farfalle chiederò in prestito le ali
e alle lucciole chiederò la luce.
Scenderò agl'inferi,
e cancellerò il mio nome
dal libro del dolore.
Mi arrampicherò fino al centro del sole
e chiederò a Dio che sciolga
le mie taglienti lame.
Mille e mille aurore boreali
dipingeranno le tue notti.
La luna curerà le mie ferite
e guida diverrò per le anime erranti.
Sarò la tua culla,
Improvviserò mille e mille ninne- nanne
e in silenzio osserverò segretamente
la mia rinascita.
Forzerò le porte del paradiso
perché Dio veda che si è riaccesa una sua stella.
Tu mi condurrai sulla riva illuminata
dal sole della saggezza,
e lì
mi sarai madre
e padre
e io ti sarò madre.
©
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Commenti (4)
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Carlo Sorgia2 dicembre 2008
Leggendola ho provato dei brividi. Molto intensa e da rileggere tante volte per permeare ed assorbire i concetti altissimi che il nostro autore ci ha voluto regalare.
Berta Biagini2 dicembre 2008
Grande l'amore che si legge in questi versi e grande la sofferenza che si legge fra le righe. Letta e riletta.
Rosy Marchettini2 dicembre 2008
Versi che penetrano nella pelle fino ad arrivare al cuore e lì rimanervi... Poesia intensa e meravigliosa nata da ferite e sogni Piaciutissima ed apprezzata tantissimo Applausi, Iris, da questo gran teatro fragorosi e numerosissimi
M
Mcb5 dicembre 2008
A volte, varcare la soglia del dolore consente di comprendere l'amore... e tu sembra le abbia varcate entrambi. Una poesia di rara bellezza.


