Natale 2008 (la porta del cuore)

“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
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Lascia aperta la porta del cuore... che non sia solo un natale di spumanti e panettoni e doni sotto l'albero, ma che sia un Natale di carità e Amore per le persone meno fortunate, per quei bimbi che non hanno neanche un dono mentre i nostri figli ne hanno da buttare, pensiamo anche e soprattutto a loro, cerchiamo di essere più buoni ma non solo a Natale e che per tutti Voi sia un Natale sereno bellissima poesia versi più che condivisi come sempre Bravo Saverio un abbraccio
Natale, evviva il Natale, evviva le feste. Allegria, amici, parenti e tanti, tanti doni per tutti noi!... Lascia aperta la porta del cuore a chi non ha nemmeno un tozzo di pane e un sorriso per dire a se stesso: "buon Natale" Bellissimi questi versi pieni di sentimento Piaciuta ed apprezzata molto
Lasciare quell'intimo alveare, donare una speranza che quel miele coli di intenzioni reali, come non lasciare porta aperta, partecipare al loro dolore, iniziare da un nuovo giorno di festa per una vita migliore... Letta con piacere,
Saverio, la tua poesia è molto bella, ma non solo ai deboli la sorte ha sbattuto la porta in faccia, per me sono anni che il natale ha perso senso, mancano gli affetti più cari e quello che facevo negli scorsi natali, oggi non posso più farlo, a chi andrò a dare gli auguri? a chi porterò il dono della chiesa per il natale, quali affannamenti io farò? nella mia famiglia quest'anno il natale non arriverà per decisione, perché in due anni la mia famiglia si è ridotta di ben 4 persone care, considerando che già siam pochi... Questo giusto per dirti che spesso attorno a noi ci sono anche diversi tipi di problemi lavoro, mancanza di denaro, infelicità che ti portano a non vivere il natale serenamente, e spesso a poco serv il conforto di qualcuno, perché lo vivo sulla mia pelle scattano meccanismi mentali del tipo beati loro che riescono a ridere, beati loro che sono felici, io non ricordo nemmeno più quand'è stata l'ultima volta che ho riso di gusto e sinceramente me ne frego se qualcuno o natale o in un altro giorno dell'anno ha pietà per me, perché non portà mai capire il mio dolore e lo sconforto il vuoto che ho nel cuore, che vivi quasi perché non si ha il coraggio di morire, che si vive perché si deve. Sono brutte queste mie parole, ma capisco pienamente, a fondo le persone che non vivono il natale e che dietro un uscio nascondono infelici i loro animi.



