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Satira 3 dicembre 2008 · lettura 2 min · 2389 letture

Il Vammorammazzato

Lina Maria Cino 179 poesie pubblicate
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Poeta del bel canto e sentimento, questa volta m'hai poco convinta dimenticando che il"Vàmmorammazzato" prima che anima dannata è stato, core e anima pulita, ha inciampato... chissà in che cosa... la Società ha ragione s'è stufata, in altre faccende affaccendata senz'acqua, se né lavata le mani ed è Pilato non vale la pena, trovare la cagione, a quel laccio, che stringe il braccio, conseguenza del male introiettato che il disgraziato non ha vomitato, il medico non vide il male, non trovò la cura, anzi, disse: "ognuno ha il diritto de morì come je pare" "Quel tossico non comprese che perdendo l'orgoglio del leone rampante, si sarebbe ridotto a scarafaggio immondo, vedi quanti luminari s'affannano, per scoprire del cancro qualche cura, lo fanno perché vedendolo, ci credono, dell'anima, il cancro non si vede e, vana la ricerca è se non ci credi e poi con l'anima c'è poco guadagno! Neanche il sole vuole veder del mondo il sentimento, cavandosela con poca compassione, né Legge né Politica ne Medicina per l'eradicazione, quello che conta e resta sono i reati spacciatore defilato, tossico ingabbiato... al tuo canto, amico, manca il sale del pianto, per il male che stà flagellando il mondo. Il peggio è lampante ma nessuno ci crede, non esiste gregge, dove lupo, non possa fare strage"
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Commendo- Satira a "NA NOTTE SENZA LUCE" del poeta Benito Ciarlo

L'autore
Lina Maria Cino

Scrivo quando le parole mi perseguitano o quando mi ronzano intorno ansiose d'emanarsi. Le sento, le vedo mettersi in fila.

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Commenti (3)

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B
Benito Ciarlo3 dicembre 2008

E' un mondo strano quello nel quale del dolore sembra si colgano solo gi aspetti esteriori. Forse perché siamo talmente abituati a sottovalutare certe situazioni che non ci accorgiamo di quanto profonde possano essere le radici del male e quanto si estendono nel cuore di chi vuol bene. L'argomento che ho trattato, forse con eccessiva leggerezza - non con cinismo però - è troppo delicato, troppo grande per poterlo liquidare con una poesia in dialetto. Vedrò di spiegarmi meglio prossimamente. Ribadisco che personalmente provo dolore per chi il male lo subisce e per chi lo fa. Forse un po' più d'amore, una maggiore carità cristiana, in tutti i casi non guasterebbero.

--4 dicembre 2008

wow, letta tutta d'un fiato. amabilissimo testo scritto con maestria

Antonella Bonaffini7 dicembre 2008

Poetessa rara tra i poeti... Versi che incantano e che sanno dove arrivare