Il grande viaggio
Lo scorrere delle cose è lento come fiume al piano
e tutto sembra rivivere e c'incanta
nell'evoluzione di una storia già nota
Le ore incalzano stupite sui murazzi
arresi all'erbavento, ma siamo pochi ad ascoltare,
persi dietro il volo ruffiano di una palombella,
e sorpresi da questo settembre ancora caldo di uve
Eppure c'è ancora un filo di brezza agostana
a riportarci all'innocenza dei nostri padri,
per tentare una ragione, una in più per consegnarci
a fidate mani, come bambole di porcellana
tra i guanciali del letto mastro. E poco importa
se spezzammo rosari dietro morsi di gelate marzoline
e cogliemmo fremiti di tortore ingannate;
non sarà la retorica di soglie abrase e colline gonfie di olivi
a riscattarci, ma questo silenzio di serre appannate
di respiri vegetali dove si consuma lo stupro
alle stagioni. E tutto accade per un capriccio temporale,
al confine di una ragione di sopravvivenza
ed un richiamo all'adolescenza dei nostri nomi
Poi, tra alberi che decollano ai nostri sguardi,
ogni cosa sarà pronta per il
Grande Viaggio
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Commenti (1)
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Silvia De Angelis6 aprile 2010
Originalita e pregio in una lirica spirituale dai toni profondamente espressivi ed inusitati, scorrevole e davvero musicale, graditissima alla lettura
