Il vicolo
Pasquale Lettieri
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I basoli a terra sono scivolosi,
la pioggia quando cade
forma piccole e fangose pozzanghere d’acqua.
E’ buio più buio quando piove,
e’ triste, senza colore;
dal basso della signora Nanninella
non si vede altro che muri screpolati
passanti frettolosi e un’edicola sacra
raffigurante le anime del purgatorio.
E’’ il vicolo,
uno dei tanti vicoli di Napoli,
lo chiamano cieco perché non spunta,
io dico: è cieco perché è scuro nero.
Quel buio statene certi,
entra dentro,
raggiunge l’anima,
la penetra,
l’avvelena,
la consuma.
’E criature del vicolo
tengono la faccella bianca;
" E criature "
L’’ossa vonna a luce!
l’uocchi a lontananza.
Il fertile cervello il sole rosso.
©
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L'autore
Pasquale Lettieri
La bellezza dell’essere sta nella tolleranza, nella comprensione, nella fiducia, nell’accettare il diverso che dentro di noi muta. Nel porre soprattutto ogni giorno, fiducia alla vita. Sono sempre interessato a quello che accade dentro di me, sin da piccolo, in particolare a come rotolano le biglie sul tappeto ver
Commenti (1)
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Mikita10 febbraio 2009
molto sentita... forse perché sono napoletana... e conosco anch'io, i vicoli bui di questa terra...

