In croce sotto la croce

A vento a pioggia a temporale
da luce intermittente ferita
t'aggiri giorno e notte
cheto lago nell'anima agitato...
T'affanni perseveri mai ti fermi
mani frenetiche a lavoro aduse
screpolate sgusciate contuse
arranchi... fatica non senti
a tratti ti fermi... ti lamenti
verde risplende confusamente
appiglio lontano spii
s'avvicina... stanca mano tendi
Stillicidio ammanta pioggia
materno amore martirio
a tuo stesso cuore menti
Cesella intanto fiori rughe il tempo
vellutata pesca mela appassita
diventa impercettibilmente
in un istante
luce deruba a sguardo acuto splendente
spento miope appannato
tramuta improvvisamente
Scalpita a saltelli
rimbalza ritorna
sembiante di figlio
cuore carezza ad onda
Da ventre dolorante partorito
da mondo crudele stracciato
Tu che sei stata in croce ai piedi della Croce
Tu ben conosci il vivere e il soffrire
Donna di Galilea assaggiasti fiele e miele
con Lui risorta... ti prego... adesso chiedi
a Chi nulla negò a madre pia
il cui nome è ancor dolce Maria...
requie per vite da dolore ombrate
pace per un pianeta in agonia
fascia ferite e unguenti elargisci
tu che ogni creatura al Suo Cuore
riportare ambisci.
Su tenero tuo seno falle riposare
figli del mondo a vita fai rifiorire...
©
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Commenti (1)
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Antonio Biancolillo8 dicembre 2008
E' bella questa tua preghiera, molto intensa e da rileggere. Poesia molto lunga, ma di grande emotività... Solo un cuore dolce e attento per i dolori del mondo poteva far scaturire questa attenta preghiera. Molto bella.
