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Amore 7 dicembre 2008 · lettura 1 min · 6661 letture

Lì ho incontrato mio Padre

Rosy Marchettini 709 poesie pubblicate
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Domenica diversa nell'orfanotrofio dove noi bimbi siam messi in mostra davanti a chi desidera un figlio Un bimbo d'amare o... per riempire i vuoti di se stesso? Occhi lucidi di lacrime trattenute vogliamo andar via, avere anche noi una mamma ed un papà C'è chi si sofferma solo a guardare, chi pone domande Ho paura, paura che nemmeno oggi uscirò di prigione... Alto bello come un dio mi avvicino, abbraccio una gamba ti guardo ...ti chiamo papà... Cucciolo d'uomo impaurito dopo tanto vagare voglio una vita normale Ti sei inginocchiato hai parlato d'amore, te che tanto ne hai Ti ho abbracciato, da quel giorno sono tua figlia Io si, ce l'ho fatta e tutti gli altri?... Fortunati i bimbi stranieri, noi italiani siam meno voluti colpa della burocrazia...
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In orfanotrofio ho incontrato mio padre che era venuto per... scegliere un bimbo... era il 1961... adesso i bimbi italiani rimangono nelle Case per l'infanzia perché la burocrazia impiega secoli per sbrigare le pratiche d'affiliazione I miei genitori hanno imppiegato SOLO 12 anni!

L'autore
Rosy Marchettini

Buongiorno a tutti! sono nata a Roma 68 anni fa, mi sono sposata a 20 anni ma sono divorziata Ho due femmine di 47 e 46 anni ed un maschio di 41 mi ha regalato due nipotini ed in arrivò il terzo mentre la seconda figlia mi ha regalato Matilde una bimba che oggi ha 14 anni Per motivi di lavoro ho vissuto in Africa (

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Commenti (15)

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Carlo Sorgia7 dicembre 2008

Versi molto tristi, con la mente ripercorro quando poco più che adolescente assieme alla mia fidanzata che poi diventò la mia compagna andavo al brefotrofio a giocare coi bimbi. Si poteva solo la domenica e venivo assalito da questi tesori che mi chiamavano papà.

Anna Maria Obadon7 dicembre 2008

Cronaca di ordinaria follia di un sistema che aspetta che i bambini diventino adulti prima di affidarli ad una famiglia dove possono trovare amore! Si parla tanto d'infanzia abbandonata e poi? Bella Poesia condivisa appieno,

Paolo Ursaia7 dicembre 2008

Drammaticae malnconica... dura, vera poesia. E denuncia... chiediamoci perché dagli orfanotrofi italiani è così difficie uscire... piaciuta

Berta Biagini7 dicembre 2008

Prima di aprire e cominciare a leggere questa poesia tante le volte che ho dato un occhio ai primi versi nell'incertezza se ...quasi non ne avessi il coraggio, sapendo già cosa mi aspettava... Drammaticità di primo livello che entra nel cuore, difficile andare avanti – "Cucciolo d'uomo"emozionante – Ancora tanta tristezza deve riempire il cuore di chi vuole condividere con noi un passato che sarebbe invece da dimenticare. Sono cose che lasciano il segno per la vita. Quelle sbarre... non sono piccoli animali, sono bambini...!

Cuccu Anna Maria7 dicembre 2008

Poesia intensa, drammatica e struggente. Piccole anime attendono genitori che li adottino e li amino facendogli uscire da quel luogo in cui si sentono prigionieri, ma ahimè a causa della burocrazia italiana occorrono troppi anni e il bambino diventa adulto in quella prigione. Molti scelgono bambini stranieri perché è si semplice adottarli. Un dramma che avviene continuamente e apprezzo l'autrice di averci dato lo spunto per una riflessione. Stupenda dedica a questo padre adottivo e a questa giusta accusa contro la burocrazia che rallenta o impedisce le adozioni. Molto apprezzata.

Mario Bugli7 dicembre 2008

Il problema affrontato dall'autrice è uno dei più spinosi e umanamente delicati... la poesia non può lasciare indiferenti perché tocca direttamente le coscienze... se poi chi scrive è diretto testimone... il tutto si amplifica emotivamente!

mp47pasquino7 dicembre 2008

Eppure Noi popolo di Santi Artisti Geni e Navigatori dobbiamo stendere un velo pietoso a questo sistema, forse queste pratiche qui in Italia per via dei tanti istituti che ci vivacchiano confidando sul numero che andrebbe man mano calando tramite compiacenti politici ostacolano a ragione...(La loro) Comunque prendo atto del tuo coraggio e della tua capacità nel porre e trattare il problema.

Giulia Aurora7 dicembre 2008

triste e intagliate come un coltello ma pultroppo molto vera... percorso vissuto dall'autrice che ha lasciato il segno

Frammento7 dicembre 2008

...purtroppo la velocità di pratiche è riservata alle sciocchezze... Condivisa

Lina Maria Cino7 dicembre 2008

cara rosi, la tua di oggi in me non trova parole, conosco troppo bene quall'attesa, è bello che trovi l'enrgia di regalarci e ricodrdarci che ci sono anime in attesa, come al solito stupenda creatura

L
Libera Mastropaolo7 dicembre 2008

Splendida poesia triste ma piena di umanità. letta e riletta con interesse grandissimo. Bellissima.

Rasimaco7 dicembre 2008

versi di tristezza indicibile, un tema che tocca l'anima e che penso sia una vergogna come tutto ciò che soggiace a regole ferree... riflettete! molto bella

Rosa Leone9 dicembre 2008

vera profonda toccante, come ogni sguardo dentro a quella prigione, credo che i burocrati dovrebbero farci un giro prima di scrivere le leggi dell'adozione... per il resto... continuo ad affermare che i tuoi pensieri toccano l'anima... sempre...

C
Chili12 dicembre 2008

L'autrice deve aver sofferto molto in quegli anni, ma esser stata molto felice con u papà che l'ha amata molto e l'ama tutt'ora Piaciuta molto

S
Superyaffo12 dicembre 2008

poesia molto commuovente ed intensa Come sempre quest'anima pensa agli altri nella sua profonda generosità