Mia Madre
Il resto della chioma che,
castana un giorno,
le fu corona al volto pien di giovinezza,
oggi, lieve e d'argento, carezza la sua fronte stanca.
Bianca, delicata fronte,
che pensasti tanto
in su degli occhi tremuli e infossati,
oggi ancora non ti stanchi.
Cari, casti, venerati occhi,
qual lucerne brillate a dar la luce al viso:
un viso di venerande rughe
ch'al riso mai vidi chinato,
e bimbo fui io pure.
La rattristante, irremovibil tua lunga mestezza
quanti baci strappò alle mie labbra
e quante volte,
perchè ti son di noia,
li rituffai nel core.
Oh madre,
il viver tuo qual pena al petto mio riserva!
Grande croce inchiodò destino agli anni tuoi.
Nel volto tuo
il supremo scultor
di Cristo vide la dolente Madre e il duol del mondo.
Sorridi oh mamma,
dato non fu di rattristarti sempre;
se cerchi nessun ti vende gioia, saria troppo costosa a noi,
me se tu cerchi, ma se tu scruti in te,
ne troverai un poco:
un poco sempre c'è.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
F
Francesco Maria8 marzo 2006
Hai descritto la Mamma che tutti abbiamo nel cuore. Continua a scrivere leggerò le tue poesie con piacere.
Giulia Aurora7 ottobre 2008
una descrizione d'altri tempi per l'impronta di una madre un altro segno profondo che lascia l'animo riconoscente
