Autoscatto
...A volte... più spesso, mi sento soltanto
una foto scattata da solo, per sbaglio,
mentre ero affacciato allo specchio;
mentre, distratto, sbadato,
perso nelle cose da niente
o a vivere appena,
non badavo a indossare espressioni
o vestire sorrisi.
A volte mi osservo
e rigiro nel palmo, pensoso,
quell'immagine amorfa
e un po' falsa che mi guarda e non vede:
strane macchie qua e là, rigature distorte,
impressioni di stampa sfuocate,
colori che non sembrano i suoi.
E parole, attaccate per sbaglio,
senza suono o rumore soltanto,
senza senso del vero;
quasi antiche medaglie al valore,
ma solo per esserci stato,
non altro.
Poi annoiato e scontento,
spalanco i vetri sul fuori.
E ricerco la gente e la vita e i rumori
e rivoglio i sapori e i colori e le cose di sempre.
...Un mare di foto, autoscatti impietosi,
istantanee fasulle,
istanti ingessati, vociare svuotato di ogni parola,
ombre che paiono vive
e di cui non scopri quei fili,
fantasmi che ricalcano sempre le scene
e rimestano sere.
Richiudo gli scuri
e mi siedo interdetto sul letto.
...A volte... ogni volta,
vorrei essere per sempre,
soltanto una foto.
©
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L'autore
Maurob
…Mi conosco e mi conoscono così, da quel mezzogiorno - suonavano le campane - di un lontano Novembre del ’49, in una viuzza del centro di Reggio (..Emilia). E da allora sono quì, trapiantato bambino a Forlì, cesenate adottivo da quasi 30 anni, ingegnere informatico per caso (IBM prima ed Electrolux poi), sedicente p
Commenti (1)
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RaggiodiSole18 dicembre 2008
molto profonda e ricca ... si legge tutta di un fiato . Piaciuta molto

