Il mio natale
La tristezza invade i sensi,
per la prima volta nel mio focolare
il bambin gesù non nascerà,
troppe morti han spezzato la nostra serenità.
Cammino per strada invidiando i sorrisi
quella felicità perduta
che da anni è scomparsa,
un treno in fuga da me,
un falco che vola lontano
sparendo nel cielo sempre più blu.
Notte fonda, cieca la mia esistenza,
disperdo gli sguardi in un vuoto abissale,
m'assale la solitudine e mi spaventa
un camino acceso e piango lacrime calcaree
di sale avvolte,
bruciano le ferite
che assaporo lentamente
morendo nel mio io, accucciato
in un inverno gelido che non ha fine.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
A
Tutte le opere →
L'autore
Anfra
Sapere di me? Basta guardare un grosso ulivo contorto, che alza i rami verso il cielo, e saprai chi sono io.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Paolo Ursaia12 dicembre 2008
Malinconia, che comprendo e condivido... manca qualcuno, e le luci di Natale bruciamo. Piaciuta
