Neanche la morte
Marco Canonico Baca8175
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Cinto al cippo
di sangue raggrumato
vestente lo sfarzo dello spavento
numero i tempi
tra sventrature
dall'arca all'inventiva
con le indefesse mani
a polverizzare i grumi
che mi impressero perennemente
in questo valico di pece.
Piume di messaggeri divini
a ricoprirmi di misericordia.
Anche loro trapassano
e principiano la terza forma.
Sogno il suicidio d' Adamo ed Eva.
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L'autore
Marco Canonico Baca8175
Sono nato esisto ancora e riesco a pensare in un'ellisse verde e muschiosa. fatto di astrazioni voglio essere vissuto senza limiti di raziocinio. Non toccarmi respirami!
Commenti (3)
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Mirella Crapanzano17 dicembre 2008
Un dolore da cancellare, insieme alla razza umana, dai suoi progenitori in poi... versi graffianti, asciutti, eleganti... originalità e stile inconfondibile! Bellissima.
Frammento18 dicembre 2008
...sfuma questa tua... in un posto che non so toccare, ma una carezza l'azzardo... Bella, come sempre
Carolina Villani Bidibambina18 dicembre 2008
Un grumo di sangue che impedisce di parlare, ma non di guardare il mondo e di ascoltare la profonda tristezza e la ribellione che traspare da questi versi, che si commentano da soli per la profonda espressività delle parole... Apprezzata moltissimo!



