Incantesimo

Camminar a brevi passi
trascinato dal lento andare
dell'infinito tempo,
insinuato tra strette vie
della città d'antichi fasti.
Acqua contorna storici palazzi,
immenso specchio di liquida solidità
ricrea opposta visione
d'un mondo immaginario e fluente
e lenti son i passi
a scalar gradini possenti
su cui posaron graziati piedi
nobil donne di seta vestite.
D'incanto, su socchiusi occhi,
mille mosaici d'oro e d'argento
fini palpebre inondar
d' arcobaleni di sole grondante
a ricordar millenaria storia presente
sguardo s'attarda su insolita piazza,
indugia, s'appropria di tanti ricordi
dai libri di scuola presenti,
di Marco, di quel Polo e della sua gente
venuta da lontano, arrivata da oriente.
Intanto, lassù, sui marmi
come mani al cielo protesi
a custodir sì tanto incanto
sta leon col suo belligerante Santo,
non il vangel ma la lancia brandente.
Brezza corrugante lo specchio,
screpolar fa immagini del tempo,
lenti ritornan quei passi
a scalar gradini possenti,
socchiuder palpebre al sole cocente
e ripensar al tempo presente.
©
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