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Ribellione 21 dicembre 2008 · lettura 1 min · 6233 letture

La scalata

Luciano Tarabella 944 poesie pubblicate
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Non s'è potuto far tanta carriera perché agli inchini siamo disavvezzi; a capo chino da mattina a sera ci stia chi c'è chiavato a far quei pezzi. Chi prende l'oro dalla pattumiera bisogna che lo schifo non disprezzi e tenga ben oliata la dentiera che, per la pancia, è il primo degli attrezzi. E' un compromesso con la dignità; c'è chi si inchina e fa la riverenza e chi ci prova ma non ce la fa. Magari poi il rimpianto da una fitta magari devi far la penitenza ma la spina dorsale resta dritta così ti levi la soddisfazione d'aver tre lire al mese di pensione.
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sonetto caudato

L'autore
Luciano Tarabella

Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,

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Commenti (2)

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Kiaraluna2 settembre 2009

Col solito cipiglio l'autore ci ricorda che la dignità può costare cara, e solo chi ne conosce il sapore e il valore,è disposto a mangiare pane e cipolla, pur di non inchinarsi a sua maestà l'ipocrisia, reggente del potere assieme al servilismo. Giusta e profonda indignazione, condivisa e apprezzatissima.

L
Lorenzo Crocetti2 settembre 2009

Ho ritrovatp questa poesia che, forse per errata posizionatura all'inizio, mi era scompasa. Tarabella, tu dici proprio bene, c'è chi s'inchina senza far fatica e chi invece ci prova tante pene che di farlo non se la sente mica! Non sono certo, il sai, purtroppo radi quei che si piegan sui novanta gradi. E dovunque ne puoi vedere il frutto, s'infilano con arte dappertutto! Potrei continuare, ma ci siamo già capiti. Veritiera e piacevolissima poesia.