Dio

"TU"
bambino annoiato
di fragile carta
costruivi barchette
-a tua immagine e somiglianza-
A tuo fratello Eolo
poi chiedesti di soffiare,
di soffiare così forte
da disperderle nell'oceano.
Le più fragili
presto affondarono,
altre, con gl'occhi al cielo,
s'aggrappavano alle stelle
e ad un destino benevolo.
La terra ferma tutte agognavano,
ma tu divertito
dall'alto osservavi, esaminavi
ed in quella pozzanghera
giudicavi le sconfitte,
analizzavi le tue grandi illusioni.
Dopo a modificare
inviasti tuo figlio
il Salvatore,
il Redentore
...più a redimere te stesso.
©
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Commenti (4)
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Cuccu Anna Maria22 dicembre 2008
Ci sono tante cose difficili da comprendere per noi esseri umani. Non potremo mai capire fino in fondo i progetti che il Grande Architetto ha in serbo per noi. Sicuramente ha mandato suo figlio per riscattare gli umili e i puri di cuore. Molto apprezzata.
Amara22 dicembre 2008
...letta attentamente... molto intenso sia il contenuto che l'esposizione... fornisce davvero grande motivo di riflessione... bella davvero...
E
Egidio22 dicembre 2008
Sono daccordo, mi piace molto il senso sottile che credo di aver intuito tra le righe. Nessun vero padre permetterebbe ad un suo figlio di uccidere un altro suo figlio.
Duilio Martino11 dicembre 2012
Un punto di vista rispettabile forse provocatorio o forse no... certamente molto forte esposto in versi di ottima fattura ed adeguati al narrato espresso! Molto piaciuta!



