Nel mio presepe
nel mio Presepe, quest'anno, Signore
non metterò davanti alla grotta pastori di gesso
con gli agnelli sacrificali sulle spalle
né Magi carichi di doni preziosi
condotti nel cammino dalle stelle.
quest'anno vorrei mettere nel mio presepe noi,
uomini affannati in corsa senza meta,
avventurati senza bussola su tortuosi sentieri.
e, seduta davanti alla grotta, Signore,
vorrei parlarTi di noi, uomini
assillati dalle incombenze di fine mese,
distratti dalle mille cose da fare e
dallo zapping che riempie gli occhi di immagini
e svuota la mente dai pensieri,
angosciati dalla realtà del tempo globale
che riempie il cuore di emozioni
e svuota l'anima dai sentimenti;
vorrei parlarTi di quanto siamo stanchi
sfiduciati, annichiliti al cospetto
di un futuro che non riusciamo a decifrare.
e accorgermi, alla fine, Signore
che pur camminando alla cieca
siamo arrivati tutti insieme nel mio presepe
noi uomini, con le braccia cariche
delle nostre povere cose da offrirTi
in cambio di un Tuo sorriso di Pace.
©
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L'autore
Paola Surano
Sono nata a Busto Arsizio , dove svolgo la professione di avvocato. Scrivo poesie e racconti dagli anni del liceo classico e ho “avuto il coraggio” di togliere le mie poesie dal cassetto una quindicina di anni fa, sulla spinta del gruppo “Scrittodonna” attivo presso il Liceo Pascal di Busto (dove mia figlia maggiore
Commenti (1)
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Paolo Eroli24 dicembre 2008
una gran bella poesia sul Natale e non solo... c'e' molta parte sociale che porta ad una meditazione non trascurabile:
