LA PRIMA VERA EMOZIONE (il profumo dei colori)
L'inverno per me fu nostalgico e severo
ma nell'attesa della novella stagion
io non c'ero.
La tanta offuscata mente mia
eri in posti lontani persa,
aspettando con innata pazienza
l'epilogo della stagion avversa.
Il mio ricordar non fu mai così perduto,
poiché nel rovo di more
il canto flautato
dell'usignol ho ascoltato.
Intorno a me gli alberi
ormai riacquistata la vera identità
fanno sfoggio
di tutta la loro esuberante vanità,
presi da un fremito di vento,
lascian nell'aria il loro futuro investimento,
non sanno che quel vital fruscio
mi porterà tra l'eternità e l'oblio.
Giovanili sapori nell'aria tutta
mescolati con sapienza naturale
danno all'animo mio
la giusta linfa vitale.
Aspri aromi
di giovane prato
mi riportan indietro
ad un certo passato,
glicini acerbi, ronzio d'api, canti di rondoni
mi fanno dolcemente rimembrar
a quando tra le materne braccia ti abbandoni.
Maestra adottiva per me,
madre naturale
che cotanta ispirazione mi dà
nei momenti non privi di difficoltà.
L'inverno per me fu nostalgico e severo,
ma nell'attesa della novella stagion
io sempre spero.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!