L'ombrello e il pianto

Sono nato in Calabria e mi sono trasferito giovanissimo in Piemonte, in una piccola città dell'alessandrino, che adoro: Serravalle Scrivia. Scrivo poesie da quando avevo tredici anni e continuo a farlo con la stessa passione e la stessa rabbia di allora. Rabbia determinata dagli studi diversi da quelli che avrei amat
Commenti (7)
...era tardo per la gente comune... quante persone "diverse" vengono così additate, per ignoranza e cattiveria. anche nel mio paese c'era un vecchietto che entrando nel bar iniziava a stornellare, cantare canti antichi ed emozionanti, tutti lo deridevano, ma noi bambini incatati dai quei versi stavamo lì ad ascoltarlo in silenzio... quanti ricordi... che mi hanno suscitato i tuoi versi... sembrano quasi una fiaba nel suo scorrrere triste e malinconico, peccato per il lieto fine che non c'è, ma questa è la vita! avolte molto cruda con i più deboli. bella poesia, come del resto l'autore ci ha abituato a leggere, sono sempre fantastiche. letta con piacere.
Che meravigliose note si sprigionano da questi passaggi! Non si smetterebbe mai di riascoltarle... e un po' nello stagno a specchio dei tasti neri, un po' guardandosi indietro, nel bianco vuoto d'avorio, si potrebbe ritrovare chiunque... anche noi stessi
Opera fluente e anDante, dove la padronanza del verso si dipana ridonDante. Letta con piacevole attenzione.
Molto commovente lo sguardo con cui nel testo viene rappresentato il "diverso", un personaggio a suo modo epico e certo sensibile ed umano.
Un applauso veramente sentito i "diversi" hanno più cuore di tante persone cosidette "normali" mi è piaciuta tantissimo mi ha trasmetto emozioni bravo Benito letta e riletta con piacere
...una stupenda carezza alle menti 'diverse' che spesso nascondono immensi tesori che la 'normalità' non conosce né riconosce... preferendo non aprire lo scrigno... rinchiudendolo in uno più grande... bellissima... mi ha emozionato...
...la diversità fa paura perché racchiude, spesso, saggezza... e questa va allontanata, rinchiusa, ammutolita... perché va bene così, perché è giusto così...perché gli uomini a volte non conoscono e non vogliono conoscere il senso della bellezza... quella profonda e semplice... Sentita





