numero civico 380 ....A mio zio
Ti sapevo li', nella tua splendida casa. Solo per una cartolina, da ovunque fossi, ricordavo il tuo numero...
Entravo di rado nella tua splendida casa , sul ponte dei sospiri...
ne ricordavo l'odore, da piccola, i rumori...il passo frettoloso dei
veneziani, l'ahoe dei gondolieri, il chiacchiericcio a volte stolto dei turisti.
Sapevo poco della tua splendida casa.
Ma te ne sei andato..in silenzio...con quel distacco che ti apparteneva ed ora....so tutto della tua splendida casa.
Ho dovuto conoscerla bene....approfondirla, persino violarla.
Ma almeno eravamo insieme nei ricordi, insieme nei dolori e l'ironia della vita.
Ho rivisto la tua eleganza negli armadi, la tua cultura nelle librerie. il tuo snobismo estetico nell'arte.
Ho riconosciuto te dalle tue cose...e ti ho voluto bene, in modo diverso.
Ed ecco, improvvisa ,una visione...:un vecchio cestino di vimini, sciupato, forse un po' triste perche' in disuso.
Aveva legata a se' una corda lunga ..lunga...e tua madre lo calava nella calle per raccogliere la posta, o il pane. L'avevi conservato...un po' nascosto, come nascosti erano i tuoi sentimenti.
Ora avra'..il suo posto d'onore.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
L Falchero12 marzo 2006
Si respira l’anima dello zio e l’aria di Venezia tra queste righe, insolite, delicate e accattivanti... Anche la tua poesia, come il cesto di vimini, per me merita... un posto d’onore!
