Le mani grandi dell'oceano

Beviamoci l'oceano,
salmastro amore mio
che sei, nel cuore,
una stenella impaurita.
-Comincia con l'ardire
dei coralli un'alba di
murene ad abatjours-
Per il tuo bianco collo
i tentacoli di un anemone,
nero di seppia negl'occhi,
e le guance pomacentridi
come lacustri carpe Koi.
Un grano di gialla sabbia
sulla tua lingua si fa perla,
mia ostrica polinesiana,
scucite le labbra brilla
il tuo unico dente tondo.
Vorrei avere le dita per
sfiorarti la pinna dorsale,
le mani avere vorrei e
dita quante sono le onde.
Invece resisti all'abbaglio
di un pallido pesce luna,
e l'unico abbraccio che
può il tuo corpo di Scalare
è questa schiumosa bava,
angelo dal verde tremulo
ai miei occhi continentali.
©
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L'autore
Francesca Difonzo neve
Nata, neonata, non nata, non importa dove, nè quando. La vita è un cerchio e noi lo camminiamo. Fine? inizio. La poesia è un’istantanea che racconta, con la voce diretta delle cose quando le guardi. E' quello che direbbero le fotografie, se avessero parole. Alchimia perfetta di parole che si corrispondon
Commenti (1)
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Mirella Crapanzano4 gennaio 2009
Si respira l'amore in meraviglie marine che incantano i sensi... Sei una incantatrice di versi... bellissima!
