La festa cenerentola
Le unghie,
Rosse di benvenuto,
epilogo di mani che raccontano,
Cingono calici festosi
E ballano tra i cin cin.
Le labbra,
Porte degli inferni, guardiane le parole
Schiudono il buon augurio
Timbrando il cartellino dei calici,
Domani nuovamente scintillanti e pulite
Coscienze di brindisi ipocriti.
Finirà la festa e Il bar tornerà vuoto
Tra voi non c'è il saluto
E solo dentro i calici I fantasmi di quegli aliti.
Mezzanotte cenerentola
raccoglie i tuoi sorrisi
quando il ballo finisce
resta solo da ripulire.
E peseran le ceneri
Di un nuovo lungo anno
Per poi tornare tutti
Allegri a capodanno.
Nevrotici pagliacci
Intrisi dei dolori,
Delusi dagli amori.
Affogherai le pene
E chiederai le grazie
Spergiurerai gli oroscopi
Rispolverando i calici.
Confusa tra la gente
Nel vuoto sotto il vischio
Di rabbia esplode in lacrime
Di sangue questo calice
Si tinge di speranze
Che non cullerai più.
©
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Commenti (1)
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Guevara6 gennaio 2009
Molto frofonda... attenta e veritiera analisi dell'ipocrisia umana. Condivisa in pieno... bella, concreta... cruda realtà senza fronzoli.
