La decima
Fermo, inflessibile, severo,
ecco mi spia inaspettato
il giudizio passato insalutato.
Tutto il trascorso è maculato d'eco;
ormai lontano, vecchio, svalutato,
neppure il ricordo l'avrebbe riesumato.
Mi si esige la decima pagata,
non importa della menta o della ruta
purché comunque lo sia stata.
Non reclama lo spreco, molto strano!
Sordo e vano mi rimbomba in testa:
Se avessi e Se io fossi stato...,
mi assalgono i "Se", tantissimi "Però",
qualche Si sarebbe prevenuta...
oppure, invece...
Posso presentargli un "pagherò"?
Meglio gridare qualche prece
o tacere e bere la cicuta.
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Commenti (1)
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Mario Bugli6 gennaio 2009
Non ci vedo satira, ma tanto realismo in questa interessante nonché intensa poesia... l'atmosfera è da resa dei conti, quando dentro di noi rimbombano troppi se, però e se fossi stato... la chiusa poi rivela ancora quell'incertezze tipiche del nostro essre umano!
