L'anima al bianco

distendo l'anima al bianco
nel gusto di freddo candore
sui rami d'ovatta ho posato
gli spiriti soffiati dal vento
e a loro mi affido
la notte è un canto
che sibila piano
nel suono di brezza leggera
forte
è la tua voce nel buio
caldo
in seno il tuo spazio
nell'abbraccio disteso
le labbra incontrano il gelo
e fonde a sinistra il manto
nella tua forma...
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L'autore
Amara
Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.
Commenti (3)
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mp47pasquino7 gennaio 2009
Come il bianco della coltre, soave scende tra le righe, una brezza leggera. Letta e piacevolmente apprezzata.
Paolo Ursaia7 gennaio 2009
Intensa e calda... armoniosa, musicale, da leggere lentamente. Piaciuta
Rasimaco7 gennaio 2009
intensità suprema come suprema dev'esser la sensibilità di chi l'ha scritta.



