Coltelli e bonbon
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ricca di pathos, di rabbia interiore espressa con l'uso di parole e frasi che richiamano esplicitamente al malessere, all'inquietudine (specchi rotti, gatti decapitati) per poi finire con un monito, quasi sarcastico, cinico: "si salvi chi deve". Quasi a voler dire che dietro ogni cosa bella, apparentemente dolce si cela il male, il dolore... coltelli e bonbon.
Bellissima. Componimento dal sapore agrodolce, spalmato su un'atmosfera noir. Mi piace molto l'immagine dei coltelli e dei bonbon, il rosa e il grigio, pagliacci travestiti da signori e spose poco vergini a dire dell'ipocrisia dell'apparenza. Una scelta stilistica coraggiosa e molto azzeccata. Bravo/a!
Straordinaria ed originale poesia sono contenta che stia in rime scelte, lo merita proprio Immagini ben descritte, sembra attraverso uno specchio appannato dove si vede e non si vede, perché il lato negativo delle persone e dele cose si cela dietro un falso sorriso, un abito bianco di spose poco vergini, tra coltelli e bonbon Applausi Duritz, da questo Grande Teatro Affascinata dal tuo stile ti applaudo, piaciutissima ed apprezzata tantissimo
Una grinta da autore contemporaneo"vero" in questi versi affilati che sembrano amari, ma credo sorvolino l'amarezza; vanno più in alto
I versi asciutti e il contrasto che deriva dall'accostamento arduo di alcuni termini quali"coltelli e bonbon" i "vetri rotti e i gatti decapitati"; quel sentore di ipocrisia che ispira la seconda strofa, rappresentano, a mio vedere, una sintesi di questa società, dove il continuo accostamento di immagini reali e virtuali, valori pomposamente ostentati e in altri casi violati, la poesia del quotidiano e la crudele cronaca, origina una realtà bizzarra e grottesca, in cui la persona sovente si smarrisce . Bella poesia.
